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Capitolo 40
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Nome Capitolo 40
Postato il 13 Settembre 2011
Titolo Due Vite Distrutte! Il Passato di David e Chiara!!


Il Capitolo 40 intitolato Due Vite Distrutte! Il Passato di David e Chiara!! è il Quarantesimo Capitolo della prima serie della Fan Fiction.

CapitoloModifica

14 Anni prima degli Eventi Narrati:
Crepuscopoli: una città posta nell’Universo di Sora in cui tutti vivevano felici e spensierati, quasi nessuno osava turbare quel luogo di pace e prosperità e la vita proseguiva tranquilla e senza problemi… beh più o meno.
All’interno di un aula scolastica, un insegnante stava facendo lezione ai 20 studenti presenti in quella classe e che indossavano le classiche divise, fino al momento in cui è suonata la campana che annunciava l’intervallo.
“Bene ragazzi, c’è l’intervallo lungo. Non allontanatevi troppo dall’aula e cercate di non fare casino al termine della ricreazione tra mezz’ora!” li raccomandò la maestra, ma… credete che i bambini gli diedero retta?
C’era chi giocava a rincorrersi per la classe e chi si metteva a parlare dell’ultimo cartone visto alla televisione… ma tra quei bambini ne spiccava uno, un ragazzino dai capelli marroni e gli occhi verdi che preferiva guardare fuori dalla finestra che giocare con gli altri.
Uno dei bambini della classe lo avvicinò e gli chiese “Ehi Luke, vieni a giocare con noi?”
Il ragazzino, che altri non era che l’Hitari maggiore all’età di 8 anni, gli rispose “No grazie, non ho voglia di giocare…”
”Come vuoi!” e il bambino tornò a divertirsi con gli altri.
Dopo qualche minuto il bruno era ancora lì a guardare la cittadina dalla finestra… quando un gruppo di bambine si avvicinò a lui “Ecco, il solito menefreghista che preferisce stare per conto suo piuttosto che svagarsi, ma chi si crede di essere?” fece una delle ragazzine alle altre.
“Adesso state a vedere!” esclamò invece una di loro dai capelli marroni e lunghi e gli occhi azzurri che si avvicinò al bambino e disse “Ehi Luke, vuoi venire a giocare con noi!”
”No Chiara, non mi va di divertirmi con voi!”
La bambina, scopertasi essere Chiara all’età di 8 anni, fece la finta offesa e disse ”Avete sentito? “Non mi va di divertirmi con voi”. Per caso ti credi superiore? Beh, se proprio vuoi saperlo tu non sei migliore proprio di nessuno, quindi vedi di abbassare la cresta, perché in questa scuola comando io e basta!” e subito dopo diede uno spinto al bambino facendogli sbattere l’occhio contro l’angolo dell’armadietto della classe.
“Oh cacchio, ha preso in pieno l’armadio!” fece una delle bambine che accompagnavano la Yutani.
“Questi sono guai. Squagliamocela!” all’”ordine” di Chiara, tutte le bambine si allontanarono mentre Luke si toccava l’occhio da cui cominciava a uscire del sangue.

Qualche minuto dopo l’insegnante tornò in classe, vide com’era conciato l’Hitari e lo portò in infermeria, rimanendo incredula sul fatto che, nonostante la ferita, non gridava e non faceva trasparire nessun segno di dolore.
Un ora dopo venne convocata la madre del ragazzo (una donna sui 36 anni dai capelli corti e marroni, gli occhi viola e vestita con una semplice maglietta a maniche corte blu, una giacchetta e una gonna rossa) che andò a parlare col preside insieme al bambino, a cui era stato bloccato il sangue ed era stata messa una benda sull’occhio.
“Signora Hitari, qui la situazione è grave: il bambino è il bersaglio di tutti i bulli della scuola, soprattutto del gruppo di Yutani, e, non reagendo e non dicendo niente, fa solo il loro gioco, perché a loro incredibilmente piace colpire chi non dice niente alle loro provocazioni. So che può sembrare strano, ma se continua così suo figlio non arriverà integro alla fine dell’anno… e non credo che la sospensione che ho dato a Chiara basterà a placarla!”
La madre di Luke rispose “Lo so signor Preside, ma Luke è fatto così: suo padre gli ha insegnato che reagire è un segno di debolezza e non si addice ai veri guerrieri, che devono sempre mantenere il sangue freddo. Il bambino è cresciuto con questa convinzione e non c’è modo di fargli cambiare idea!”
Intanto il piccolo Luke stava zitto e non diceva niente… anche perché in quel momento stava pensando *I bambini… così innocenti e anche così crudeli… non c’è che dire: io sono l’unico umano puro in questo sobborgo da quattro soldi!*
Il Preside intanto concluse dicendo “Per stavolta non sospendo neanche lui per come è conciato… ma spero che non si ripeta più la prossima volta!”
“La ringrazio signor Preside!”

Quella sera, quando il padre di Luke (un uomo sui 38 anni dai lunghi capelli biondi, gli occhi azzurri, la maglietta azzurra e giacca e pantaloni viola) rientrò a casa dopo essere stato via per molto tempo a causa di una spedizione, venne subito “placcato” dalla moglie che gli raccontò tutto.
L’uomo si alterò, ma per un'altra cosa rispetto al comportamento del figlio “Ma sei impazzita Julia? Sai benissimo che meno esci è meglio è: ti ricordo che sei incinta e devi stare molto attenta visto che mancano 2 mesi al parto!”
”Lo so, ma cosa potevo fare Robert? Mi aveva convocato il Preside!”
”Potevi anche lasciar perdere: Luke si è comportato da vero guerriero che non reagisce a nessuna provocazione!”
”Ma sei pazzo? Se continua così lo massacreranno a scuola!”
”Beh se vuoi posso porre rimedio anche subito!”
”Cosa intendi?”
”Io e il mio amico Master Xehanort abbiamo trovato una miniera al di fuori di questo mondo che potrebbe contenere l’ultima parte della Leggenda che mi manca per interpretarla definitivamente. Domani partiremo entrambi per andare a vederla e voglio che Luke venga con me, così potrò fare due chiacchiere con lui!”
”Una miniera? Ma… se dovesse crollare rimarreste uccisi tutti e due! Non se ne parla!”
”Ma tranquilla: ci sarà Xehanort con noi e lui è un Maestro del Keyblade. Saprà proteggerci nel caso di crollo!”
”… Beh… domani è sabato… quindi Luke non ha scuola… spero che la spedizione duri solo il week-end, perché non voglio che il mio bambino salti un giorno di lezione!”
”Tranquilla, non avverrà!”
Mentre i suoi genitori parlavano, il piccolo Hitari era in camera sua sdraiato sul letto a pensare: aveva sentito tutto ciò che si erano detti il padre e la madre (scoperti chiamarsi rispettivamente Robert e Julia), e pensava che una spedizione del genere potesse finalmente renderlo abbastanza forte da sopportare per altri 2 anni Chiara e i suoi amici *Sono tutti degli stronzi, dal primo all’ultimo… spero che questa esperienza mi aiuti a rafforzarmi fisicamente e mentalmente, in modo che appena mi vedano scappino a gambe levate tutti quanti…*

Quattro giorni dopo…
Robert e Luke erano partiti da qualche giorno in direzione della miniera dove ad attenderli c’era Master Xehanort per poter decifrare insieme l’ultima parte mancante della Leggenda e Julia, a cui ormai mancava un mese e mezzo al parto, era su di giri per il fatto che il marito non avesse mantenuto la parola “Uff sapevo che non c’era da fidarsi di lui. Luke si è saltato ben 2 giorni di scuola… ma appena torna gliene dico quattro, poco ma sicuro!”
D’un tratto però il campanello suonò e la donna, andando ad aprire, scoprì che era un corriere “Buongiorno signora, ho una lettera per voi da parte di un certo Master Xehanort!” consegnata la lettera, l’uomo si dileguò per andare a consegnare altri pacchi.
Julia, presa la lettera, cominciò a farsi delle domande *Master Xehanort?! E perché diamine dovrebbe mandare una lettera a me?*
Sedutasi sul divano, la donna aprì la lettera e cominciò a leggere… al termine della lettura si mise le mani sulla bocca incredula e scioccata “No… non è vero… non ci credo…”
La lettera diceva che Robert e Luke erano morti nel crollo della miniera in cui si trovavano e che l’anziano aveva provato di tutto per salvarli, ma che non c’era stato niente da fare.
La donna cadde in ginocchio e scoppiò a piangere: non poteva credere di essere stata privata simultaneamente del marito e del figlio… ora era sola e senza più alcun caro *Come farò senza di voi? Eravate la mia vita e vi volevo bene… come farò ad andare avanti?!*
All’improvviso però a Julia venne in mente che non era ancora rimasta da sola e, con le lacrime agli occhi, si guardò il pancione in cui si trovava il suo secondogenito… *Figliolo… ormai tu sei l’unica famiglia che mi rimane… ti giuro che farò di tutto per proteggerti e fare in modo che non ti accada nulla di male… David!*
Aveva deciso di chiamarlo così perché quello era un nome che a Robert e Luke piaceva molto… e per cui era anche un modo per onorare la loro memoria per sempre.

10 Anni prima degli Eventi Narrati:
David era ormai nato da 4 anni e, come tutti i bambini della sua età, era al ring di sabbia a giocare nel luogo dove, una volta all’anno, si svolgeva il Torneo Struggle. I ragazzini erano da soli in quanto Crepuscopoli era una città tranquilla e in pace e tutti i vari pericoli erano stati eliminati o sbattuti in prigione.
“Ehi David aspetta, non correre velocemente!” gridò uno dei suoi amici.
All’Hitari minore non era ancora stato raccontato della fine che avevano fatto il padre e il fratello, anzi era convinto addirittura di non averli, e per questo aveva sempre mantenuto un atteggiamento solare con tutti.
“Non mi prendete, non mi prendete!” esclamò il bambino correndo inseguito dai suoi amici.
Ad un certo punto David sbatté contro una ragazza e cadde a terra di schiena “Ahia che botta!” esclamò il biondo toccandosi il sedere.
La ragazza, voltandosi, disse “Ehi, stai più attent… aspetta, ma tu sei David Hitari, il fratello di Luke Hitari!” era Chiara Yutani all’età di 12 anni.
David, sentendola, disse “Io non ho un fratello, ti stai sbagliando!”
“Non dire cavolate, per colpa di tuo fratello 4 anni fa sono stata bocciata per la sospensione che mi sono beccata. Sai, quando ho saputo della sua morte ho goduto come non mai, e visto che lui non c’è più… cerca di portargli questo messaggio quando vai nella tomba!” e gli diede un forte schiaffo sulla faccia.
Il bambino ovviamente scoppiò subito a piangere “Poppante!” detto questo, Chiara si allontanò ridendo.
L’Hitari minore, con le lacrime che continuavano a scendere, tornò a casa a buttarsi tra le braccia della madre.
“Cosa ti succede, piccolo mio?” domandò Julia al figlio.
“M-Mamma, una r-ragazza mi ha p-picchiato perché dice che m-mio fratello l’ha f-fatta bocciare 4 a-anni fa… m-ma io non ho un f-fratello, v-vero?” mentre diceva questo, David singhiozzava.
A quella domanda, la donna cominciò a sudare freddo: non sapeva cosa dire al figlio, ma allo stesso tempo non se la sentiva di mentirgli “Ehm… beh si, ce l’hai un fratello… e hai anche un padre!”
“Davvero? E dove sono ora?” domandò ingenuamente il bambino.
Julia cercò di inventarsi qualcosa per evitargli di dire la verità: saperlo a quell’età l’avrebbe segnato a vita “Ecco… sono via per una spedizione che dura da parecchi anni, non so quando torneranno!”
“Oh, ecco perché non c’erano mai. Speriamo che tornino il prima possibile: non vedo l’ora di conoscerli!” esclamò David cominciando a saltellare allegramente per la stanza mentre Julia tirò un sospiro di sollievo: si era salvata in corner.

7 Anni prima degli Eventi Narrati:
L’Hitari minore aveva ormai 7 anni e Julia l’aveva ritenuto pronto per sapere la verità: quella stessa mattina gli aveva raccontato della fine che avevano fatto Robert e Luke e il ragazzino apparentemente non aveva detto niente, anche se aveva tenuto il broncio per tutto il tempo.
“David cos’hai? Sembri giù di morale!” gli domandò uno dei suoi amici: il bambino si trovava al ring di sabbia insieme ai suoi compagni.
“… Beh… mia madre mi ha raccontato della fine che hanno fatto mio fratello e mio padre… sono entrambi morti 7 anni fa per il crollo di una miniera!”
“Davvero? Mi spiace molto che non hai mai potuto conoscerli David!”
Ma il biondo rispose sinceramente “… Beh… in realtà a me spiace in parte: in fondo non li ho mai conosciuti e quindi non posso sapere che persone erano… ma una cosa è sicura: ora che papà e Luke non ci sono più sarò io a difendere mia madre dai pericoli del mondo, fosse l’ultima cosa che faccio!”

Nello stesso momento, davanti alla Vecchia Villa, erano appena nati due Nessuno a causa della caduta nell’oscurità di due ragazzi abitanti dell’ex Radiant Garden ora conosciuto come Fortezza Oscura.
“Wow, non credevo fosse così fico venire alla vita!” esclamò un ragazzo dai capelli rossi e con il soprabito nero: era Axel, e vicino a lui c’era Saix.
Quest’ultimo stava sorridendo malignamente “Quell’Ansem ha fatto cedere i nostri io originali per farci entrare nell’Esercito… io direi che non dobbiamo lasciarci sfuggire quest’occasione!”
“Ma perché cavolo vuoi unirti a quel pazzo, si può sapere?”
“Perché i nostri io originali erano due deficienti: si sono nascosti per due anni per evitare quell’Ansem senza sapere il suo vero piano. Ora che lui ci ha fatto nascere, ho tutte le intenzioni di aiutarlo a creare la Dittatura Militare Universale… e se sei furbo lo farai anche tu!”
“Ma al diavolo, non mi unirò mai a quello psicotico!”
“Come vuoi, ma sappi che se cambierai idea sarai un misero Comandante… perché il posto di Capitano è già prenotato!” detto questo, Saix creò un varco oscuro e vi sparì all’interno.
Mentre il varco si chiudeva, Axel sbuffò e disse “Che imbecille quello lì, io di sicuro non lo aiuterò nel suo piano: se dovesse vincere potremmo dire ciao ciao a tutte le nostre libertà, e questa cosa non mi va a genio!”
Mentre diceva questo, un altro varco oscuro si aprì alle sue spalle “Ehi, ma che è questo?” ma, invece di Saix, vi uscirono Ansem e Aqua che, una volta fuori, si girarono a guardare il punto in cui erano passati: lì c’era un uomo con gli stessi abiti di Axel (solo con il cappuccio addosso) che fece si con la testa e chiuse il varco davanti a sé.
“E voi chi sareste?” domandò il Nessuno di Lea.
Fu la ragazza dai capelli azzurri a rispondere “Io sono Aqua, e lui è Ansem il Saggio. Tu piuttosto chi sei?”
“Bah sinceramente non ho un nome, ma il mio io originale si chiamava Lea, solo che ha ceduto all’oscurità del suo cuore a causa di uno che si chiama Ansem come quel vecchio e ha generate me, il suo Nes…”
“Come scusa?!” lo bloccò il Saggio “Puoi ripetere il nome che hai detto prima?”
“Intendi Ansem lo Psicotico? E’ il tizio a capo dell’Esercito che vuole creare una specie di Dittatura Militare Universale o qualcosa del genere!”
Sentendo quella spiegazione, Ansem strinse i pugni *Mi ha rubato l’identità… e vuole davvero compiere il suo piano… devo fermarlo a qualsiasi costo… ma… da solo non ce la posso fare…*
“Dove si trova in questo momento?” domandò Aqua al ragazzo.
“Alla Fortezza Oscura con tutti i suoi seguaci!” le rispose Axel.
“Ottimo, almeno adesso so dove andare… Master Xehanort la pagherà per ciò che ha fatto a Terra!”
Mentre stava per avviarsi, il Nessuno la bloccò “Ehi dove pensi di andare? Se combatti Ansem da sola finirai impanata e fritta prima che te ne accorga!”
“Ah si? E allora cosa suggerisci di fare?” gli domandò sarcasticamente, visto che non aveva gradito la sua intromissione.
“Perché non creiamo un alleanza?” intervenne all’improvviso Ansem attirando l’attenzione dei due “Pensateci: singolarmente non possiamo nulla contro di lui, ma se uniamo le forze e li spiamo dall’interno potremmo avere qualche possibilità. Io ho intenzione di unirmi al suo stupido Esercito assumendo altre sembianze… e, giusto per precisare, il suo vero nome è Xehanort, il nome Ansem me l’ha rubato!”
“Beh, se vuoi posso darti una mano vecchio: il pazzo mi aveva offerto un posto nel suo Esercito, e potrei ancora accettarlo!” gli rispose Axel.
“Io invece posso controllare la situazione al di fuori della Fortezza Oscura: grazie al mio Keyblade posso viaggiare per i mondi quanto voglio!” esclamò invece Aqua.
“Bene. Quindi… devo dedurre che siete con me?” domandò infine l’anziano per avere la conferma definitiva mettendo la mano al centro.
“Io si!” gli disse la ragazza dai capelli azzurri posizionando la mano sopra quella del Saggio.
Anche il Nessuno, dopo averci pensato un po’, la mise “Ma si, perché no? Sarà un buon modo per farla pagare anche al Nessuno di Isa!”
A quel punto Ansem sorrise e concluse dicendo “Da adesso, noi 3 saremo conosciuti come… il Team Tempesta!”

5 Anni prima degli Eventi Narrati:
Alla Fortezza Oscura c’era molta rabbia tra i Generali e il Signore Oscuro stesso: Luke aveva abbandonato l’Esercito da qualche giorno e nessuno dei massimi esponenti dell’organizzazione l’aveva presa bene; infatti Xehanort stava guardando fuori dall’unica piccola finestra della sala reale ed era tutto fuorché felice *Lurido bastardo, come ha potuto abbandonarmi? Adesso sarà molto più dura riuscire nel mio piano se non ce l’ho al mio fianco…*
In quel momento entrò Teach nella stanza “Signore Oscuro, non ha ancora digerito il fatto che Luke ci ha lasciati? Beh non è l’unico: Aokiji è giù di morale ormai da giorni!”
“A dire la verità… stavo pensando a un modo per fargliela pagare!” esclamò il Leader dell’Esercito girandosi verso il pirata.
Barbanera, sorridendo, disse “Questi sono gli argomenti che mi piacciono. Che cosa suggerisce?”
“Beh… devo infliggergli una dura punizione dopo quello che ci ha fatto, in questo modo saprà contro chi si è messo… però… attualmente non mi viene in mente niente!”
“Se può esserle d’aiuto avrei una informazione Signore Oscuro: la città da cui proviene è Crepuscopoli, praticamente la sua casa è lì…”
Sentendo il Generale, a Xehanort venne un lampo di genio “Ma certo, perché non ci ho pensato prima!”
“Che intende?”
Puntando il dito verso di lui, il Leader dell’Esercito rispose dicendo “Raderemo al suolo Crepuscopoli e uccideremo tutti i suoi abitanti, dal primo all’ultimo. Sarà un buon modo per dire a Luke che noi non ci fermeremo davanti a niente finché non avremo la sua testa!”
Teach concordò con l’idea del Signore Oscuro “Finalmente, la prima missione dopo 4 anni dalla nostra nascita!” ma c’era ancora un dubbio “Chi mandiamo là a fare il lavoro sporco?”
“Ci manderemo il plotone comandato da Marlick: potrebbe essere la volta buona che lo promuovo a Capitano, come volevo dall’inizio… però non saranno da soli: tu andrai con loro e li aiuterai!”
“Davvero? Come mai questa decisione di far scendere in campo subito uno del mio rango?”
“Perché la presenza di un Generale farà capire a Luke che noi facciamo sul serio!”
“Ma lui non è mica a Crepuscopoli, non lo verrà mai a sapere se c’era o no un Generale durante la distruzione della città!”
“Questo lo pensi tu…”
“In che senso?” Barbanera non capiva cosa voleva dire Xehanort.
“Lascia perdere, piuttosto va da Marlick ad avvertirlo della missione, dopodiché tutti e due partirete con il suo plotone con destinazione Crepuscopoli… e mi raccomando: nessun prigioniero!”
“Come vuole Signore Oscuro!” dopo un leggero inchino Teach uscì dalla sala reale, per avvisare il Comandante Mizuhara della nuova missione e per partire con lui e i suoi Soldati per portarla a termine.

Qualche ora dopo, ignari di ciò che stava per accadere alla loro città, gli abitanti di Crepuscopoli trascorrevano la loro giornata come tutte le altre, compreso David che si divertiva con i suoi amici: ormai aveva 9 anni e non pensava più al fatto che non aveva mai conosciuto suo fratello maggiore e suo padre.
“Ehi David, ma dove sei finito?” uno dei bambini stava cercando l’amico, ma non riusciva a trovarlo.
“Sorpresa!” all’improvviso il biondo scese giù da un albero lì vicino e lo toccò con la mano “Ce l’hai!” per poi ricominciare a scappare.
“Ehi non è valido, tu ti nascondi sugli alberi, ma come fai?”gli domandò l’amico cominciando a inseguirlo.
“Eheheheh segreto!” rispose semplicemente l’Hitari minore mentre continuava a scappare.
Intanto, da lontano, Julia osservava il figlio divertirsi e sorrideva: era felice che il bambino avesse superato facilmente la notizia della morte di Robert e Luke, perché questo voleva dire che non era rimasto scosso più di tanto *David... quando ho saputo della morte di mio marito e mio figlio sono rimasta distrutta… e se non ci fossi stato tu nella mia pancia molto probabilmente non avrei neanche più avuto il coraggio di vivere… quindi… grazie figliolo, grazie per aver ridato un senso alla mia vita!*
Intanto, non lontano da lì, anche una Chiara 17enne stava parlando con le sue amiche “Insomma, avete visto ieri l’ultima puntata? Secondo me muoiono tutti!”
“Ma perché dici così? Io voglio che loro due si mettono insieme: sarebbe così romantico!”
“Il romanticismo è per gli idioti, io sono per la politica “l’uomo che si sottomette a te come un cagnolino”!”
Una delle ragazze, sentendola, disse all’orecchio dell’amica vicino a lei “Dubito che troverà mai un ragazzo!”
“Cos’hai detto?” la Yutani aveva sentito qualcosina delle sue parole.
“Niente niente!” fece la ragazza per evitare guai.
“Lo spero per te!” si limitò a dire Chiara mentre, tirando fuori uno specchietto, cominciò a mettersi il lucidalabbra.

Purtroppo la pace in quel luogo era destinata a durare ancora poco: il plotone dell’Esercito era giunto fino al bosco che separava la città dalla Vecchia Villa e con loro c’erano Marlick e Teach.
“Direi di cominciare, non ho voglia di perdere troppo tempo in questo posto del cavolo!” fece il Mizuhara, che a quei tempi indossava anche un mantello e portava con se uno scettro molto simile a quello di Malefica dello stesso colore delle sue barriere.
“Ehi, ricordati che qui sono io a dare gli ordini e tu sei soltanto un misero Comandante!” lo interruppe Barbanera, che non gradiva il comportamento del compagno.
“Uff certo che tu e il Signore Oscuro siete dei rompiscatole, non mi lasciate mai fare quello che voglio!” si lamentò il Comandante.
“Questo perché sei una testa calda, e sappiamo che se ti lasciassimo carta bianca tu manderesti all’aria tutti i nostri piani solo per compiacere te stesso!” gli spiegò Barbanera con tono leggermente alterato.
“Tsk!” senza niente da dire, Marlick disse “Allora, vogliamo iniziare questo attacco o no?”
Il Generale a quel punto sorrise “Adesso si che ci capiamo!” e subito dopo gridò ai Soldati “COMINCIATE L’ATTACCO!” fu così che iniziò l’attacco a Crepuscopoli.

All’ordine del Generale, i Soldati fecero irruzione a Crepuscopoli e cominciarono a distruggere tutto ciò che capitava loro a tiro: c’era chi usava Shuriken e Kunai, chi usava delle spade e chi sparava raggi energetici, ma i Soldati il loro lavoro lo stavano facendo; tra di loro si poteva notare Luxord, ai tempi un semplice Soldato, che sparava le sue carte contro i palazzi “Ohohohoh quanto mi piace distruggere tutto!”
Ma non era l’unico: anche Bojack, da pochissimo riportato in vita da Ade e arruolato nell’Esercito col grado minore, stava seminando il panico “Vediamo se riesco ad uccidere 100 persone in questa missione…”
I cittadini, presi alla sprovvista da un attacco del tutto inaspettato, si ritrovarono i membri dell’Esercito alle calcagna che volevano ucciderli tutti e cominciarono a scappare terrorizzati in cerca di una via d’uscita dalla città, ma era tutto inutile: le porte per andarsene da Crepuscopoli erano sorvegliate da alcuni Soldati e non c’era verso di scappare.
Mentre le case venivano incendiate, Julia, spaventata per la situazione, andò a recuperare il figlio che era immediatamente corso incontro a lei “Mamma, ma cosa succede?” le domandò spaventato il biondo.
“Non lo so David, sembra che ci stanno attaccando per radere al suolo la città. Dobbiamo andarcene immediatamente se non vogliamo rimanere uccisi!” la donna prese per mano il bambino e cominciò a correre più in fretta che poteva verso una delle porte della città; il piccolo riusciva a starle al passo grazie alle continue corse che faceva tutti i giorni, ma non avrebbe retto ancora per molto a quella velocità.
In un'altra parte della città anche Chiara e le sue amiche erano nel bel mezzo dell’attacco “Oh no, e quelli chi sono?” domandò una delle ragazze vedendo in lontananza dei Soldati dell’Esercito.
“Ma soprattutto cosa vogliono da noi quegli scocciatori? Bah, vediamo di andarcene da qui se non vogliamo rimanerci secche!” intimò Chiara scocciata della situazione.
Tutte le sue amiche annuirono e subito tutte insieme cominciarono a correre in direzione dell’uscita dalla città più vicina.

Però le cose non andarono come sperate: Julia e David, dopo una lunga corsa, si ritrovarono circondati dalle fiamme “Oh no, siamo in trappola!” fece la donna mettendo una mano sulla bocca.
Ma, come girò la testa, vide che c’era ancora un passaggio per fuggire da quella trappola infernale… l’unico problema era che lì si trovavano alcuni Soldati e Julia fu costretta a nascondersi dietro una parete di roccia insieme al figlio.
“Mamma, come fuggiamo da qui?” le domandò il bambino trattenendo le lacrime per la paura.
La donna analizzò la situazione: fuggire era impossibile finché quegli uomini bloccavano la via di fuga, e anche se ci avessero provato sarebbero stati uccisi tutti e due… a quel punto osservò David non sapendo cosa fare *Non abbiamo speranze di sopravvivere insieme… solo uno di noi può farcela… e non serve pensarci due volte per capire CHI deve vivere!*
A quel punto, inginocchiandosi per arrivare all’altezza del bambino, Julia gli disse “Ascolta David: io adesso distrarrò quegli uomini allontanandoli dalla via di fuga. Voglio che tu, appena vedi il passaggio libero, lo imbocchi correndo più veloce che puoi e che raggiungi la via d’uscita più vicina dalla città!”
“Cosa? No, io non ti lascio sola mamma, io devo proteggerti da quegli uomini cat…”
“Fa come ti ho detto e basta!” mentre diceva queste parole, alla donna cominciarono a sgorgare le lacrime dal volto: sapeva che quella era l’ultima volta che vedeva suo figlio, e per questo non voleva perdersi un solo istante di quel momento.
Con l’amore che solo una madre può dare, Julia abbracciò fortemente il figlio mentre il pianto si fece più sonoro “Ti voglio bene David… ti voglio un mondo di bene…”
“Mamma…” il bambino non riuscì più a trattenersi e anche lui scoppiò a piangere ricambiando l’abbraccio.
“Tu devi vivere bambino mio… quindi ti prego, fa come ti ho detto!”
David non se la sentì di contraddire ulteriormente “Ok, mamma…”
Julia a quel punto sorrise e, staccandosi dal figlio gli asciugò le lacrime e gli disse “Non temere, ovunque andrò potrai sempre trovarmi qui!” e indicò il cuore del bambino.
Il biondo cercava di frenare le lacrime, ma non ci riusciva: era duro per lui dire addio alla madre.
A quel punto Julia, facendo un grosso sospiro, disse “Buona fortuna David… e ricordati sempre della tua cara mamma, che ti ha sempre voluto bene…” e, dopo aver cercato di frenare le lacrime, si alzò in piedi e uscì allo scoperto cominciando a correre nella direzione opposta a quella in cui si trovava il passaggio.
“Ehi, un civile. Uccidiamolo!” i due Soldati si misero subito a inseguirla mentre David, che voleva intervenire ma non poteva viste le ultime volontà della madre, rimase nascosto per cercare di non essere visto: prima di andarsene voleva vedere la donna sparire dalla sua vista.
Purtroppo questo non avvenne, in quanto la donna, ovunque fuggisse, si ritrovava sempre accerchiata dalle fiamme e dai Soldati che tentavano di colpirla con Shuriken, Kunai e Ki Blast, ma nonostante questo riusciva sempre a schivare tutto ciò che gli veniva lanciato contro. Gettando un occhiata verso David, vide che era ancora lì *Che cosa stai facendo? Fuggi! Sono tutti impegnati a cercare di uccidermi, vattene finché sei in tempo!*
“Idioti! Non riuscite neanche ad ammazzare una donna. Devo sempre intervenire io!” all’improvviso Barbanera spuntò da dietro i Soldati e, velocemente, colpì in faccia Julia con un pugno atterrandola.
David era lì che fremeva dalla voglia di intervenire *Mamma!* ma cercava di trattenersi.
“Generale Teach ci perdoni, ma quella donna era veloce, non riuscivamo a colpirla!” si giustificò uno dei Soldati.
Il pirata, arrabbiato, disse “Ti ricordi cos’ha detto il Signore Oscuro? Nessun prigioniero. Dobbiamo uccidere tutti per mostrare a Luke che ci vendicheremo per ciò che ha fatto, e quindi vedete di non lasciare vivo nessuno o dovrete vedervela con me!”
“Sissignore!”
Intanto però Julia, che aveva sentito tutto, strabuzzò gli occhi *Luke? Non sarà…* e, alzandosi in piedi, domandò “Ehi, come fa di cognome questo Luke?” sapeva che stava rischiando grosso, ma voleva saperlo.
Teach, ascoltandola, scoppiò a ridere “Zeahahahahah non so perché ti interessa, ma se ci tieni a saperlo fa di cognome Fuudo!”
“Fuudo?!” la donna mise le mani sulla bocca dallo stupore: gli venne in mente quella volta in cui il figlio le disse che gli sarebbe piaciuto molto se la famiglia avesse cambiato il cognome in Fuudo perché aveva più stile… e lì non ebbe alcun dubbio *E’ lui… è mio figlio…*
“Beh, ora che ho dato una risposta alla tua domanda… direi di non perdere ulteriore tempo!” Teach, tirando fuori una pistola, la puntò alla testa di Julia “Stai tranquilla: morirai all’istante, senza sentire alcun dolore!”
David fece per intervenire *No! Mamma!* ma l’occhiata severa che gli lanciò la donna da lontano bastò per bloccarlo.
Julia l’aveva fatto per un motivo: non voleva che anche lui facesse una brutta fine, voleva che lui si salvasse… anche se questo voleva dire perdere la sua stessa vita. E così, mentre le lacrime bagnavano ancora il suo volto, pensò le sue ultime parole *Luke… so che sei ancora vivo… per favore… abbi cura di David anche da parte mia!*
“Ti saluto!” un rumore, uno sparo, un singolo proiettile. Il colpo prese Julia in fronte trapassandola al cervello e uccidendola all’istante; il cadavere di quella donna così fiera e attaccata alla famiglia al punto da sacrificare la sua vita cadde a terra tra le risate di Teach e dei suoi Soldati.
Il biondo, vedendo quella scena, non riuscì più a trattenersi “NOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!” con un impeto di coraggio, si lanciò contro il pirata a mani nude portandosi dietro solamente la sua rabbia.
“E questo microbo chi sarebbe?” fece uno dei Soldati.
David tirò un pugno a Barbanera, ma il pirata, non sentendo niente, lo prese per il collo e lo sollevò per guardarlo da vicino “Guarda guarda, un moccioso che tenta di attaccarmi. Scommetto che sei il figlio della donna che ho appena ucciso!”
L’Hitari, non vedendo modi per poterlo contrastare, lo guardò con occhi carichi di odio e gli disse “Io mi chiamo David… ricordati di questo nome… perché sarà la tua rovina!”
Teach e i Soldati scoppiarono nuovamente a ridere e il pirata esclamò “Tu la mia rovina? Non diciamo fesserie… anche perché non durerai fino al prossimo minuto!” detto questo, l’uomo lanciò violentemente il bambino contro il fuoco.
Il biondo ebbe solo il tempo di gridare prima di sparire in mezzo alle fiamme “Adesso anche in questa zona non c’è più nessuno, andiamo da un'altra parte a continuare il massacro!”
“Sissignore!” agli ordini di Barbanera, tutti lasciarono quel luogo dove Julia aveva trovato la morte e dove David era stato risucchiato dalle fiamme.

Più o meno verso l’uscita che dava al bosco che portava alla Vecchia Villa, Chiara e le sue amiche stavano correndo per imboccare quella crepa sul muro e andare incontro alla libertà.
“Forza, ci siamo quasi!” fece una delle ragazze.
Ma… “Dove pensate di andare?” con un balzo, Marlick raggiunse quella zona e si frappose tra la via di fuga e le ragazze “Nessuna di voi uscirà di qui… per lo meno viva!”
“E tu chi sei?” domandò una delle amiche della Yutani.
“Mi chiamo Marlick Mizuhara… e sono colui che comanda il plotone dell’Esercito che vi sta attaccando!” rispose il pirata sorridendo.
“Tu sei il Capo? Allora sentimi bene stronzo!” Chiara fece due passi in avanti e si rivolse all’uomo con fare superiore “Non so perché ci state attaccando, e sinceramente non me ne importa niente. L’unica cosa che ti dico è di levarti immediatamente di torno e di lasciarci passare, se non vuoi passare dei guai molto grossi!”
Marlick alzò un sopracciglio dopo quell’intervento così strafottente e al tempo stesso coraggioso… ma alla fine scoppiò a ridere divertito “Carina, piena di sé e anche prepotente… si, mi piaci!” e cominciò a leccarsi le labbra in un modo alquanto sospetto “Credo che mi divertirò con te, in fondo i miei Soldati stanno facendo un ottimo lavoro, se sparisco 10 minuti o più nessuno lo noterà…”
“Come scusa?!” Chiara sembrava quasi aver capito cosa voleva dire l’uomo e non poteva nascondere che un brivido di terrore cominciava a nascere in lei.
“Ma… a cosa si sta riferendo quello?” fece una delle compagne della Yutani.
Il Mizuhara, vedendo che c’erano ancora degli “scocciatori”, decise di chiuderle la bocca “Scusate ragazze, ma vorrei pregarvi di lasciarci soli, quindi bye bye!”
Dopo quelle parole, Marlick allungò la mano destra verso di loro e tutte le amiche di Chiara cominciarono a sentire qualcosa sulla gola che le stava soffocando e misero le mani sul collo in segno di dolore “Ehi, ma che vi prende?” dopo qualche secondo, nessuna di loro ebbe più fiato in corpo e crollarono a terra senza vita. La ragazza, vedendo le sue amiche morte, si voltò verso il pirata e disse “COSA GLI HAI FATTO BASTARDO?!”
“Le ho uccise, semplice no?... Ah ho capito, vuoi sapere COME le ho uccise. Beh ora ti spiego: sono dotato del potere del Frutto del Diavolo Field Field, che mi conferisce la capacità di creare dei campi di forza a mio piacimento. Ho appena ucciso le tue amiche creando le mie armi letali all’interno del loro collo, in questo modo ho bloccato il loro apparato respiratorio e le ho uccise soffocandole Muahahahahahahah!”
“… Tu… SEI UN MOSTRO!!” colma di rabbia Chiara si lanciò verso di lui per tentare di colpirlo, ma Marlick, allungando di nuovo la mano destra, creò tempestivamente un campo di forza intorno a lei “Ma cosa…”
“Non è ancora il momento di sfogarsi, prima è meglio andare nel bosco… così nessuno ci interromperà!” sollevando l’indice destro, il Mizuhara fece levitare in aria quella specie di barriera che, non appena il pirata cominciò a muoversi, cominciò a seguirlo come un cagnolino.
Una volta entrati nel bosco (Chiara per tutto il cammino aveva gridato a Marlick di lasciarla andare), il Comandante abbassò lo stesso dito di prima e così il campo di forza scese a terra e si allargò quel che bastava per contenere due persone.
“E ora che diamine vuoi fare?!” fece la Yutani che in quel momento, più che spaventata, era arrabbiata.
Il Comandante, sorridendo malignamente, oltrepassò la barriera entrandovi all’interno e, leccandosi le labbra, disse “Vedrai… adesso ci divertiremo tutti e due!”
A quel punto Chiara strabuzzò gli occhi dalla paura: era fin troppo evidente cosa aveva intenzione di fare, e così tentò di dare pugni a quella prigione cercando di uscire.
“E’ inutile: solo io posso decidere chi può entrare e uscire dai miei campi di forza… perché non ti rassegni all’inevitabile? Così magari riuscirai a godertelo appieno come farò io Muahahahahah!”
Purtroppo non ci fu niente da fare: Chiara non riuscì mai a fuggire da quella barriera… e ciò che si consumò al suo interno… fu una delle cose peggiori che potesse mai accadere ad una ragazza, per di più di 17 anni…

Ormai l’attacco era terminato da qualche ora: Crepuscopoli era stata rasa al suolo e non era sopravvissuto nessuno… beh quasi nessuno, perché David era riuscito a salvarsi, nonostante fosse scottato quasi su tutto il corpo… ma di questo a lui non gliene importava niente… aveva appena perso la persona più importante della sua vita e non riusciva ancora ad accettarlo *Mamma… perché… perché l’hai fatto?...*
Davanti al corpo di Julia, il bambino si inginocchio e scoppiò a piangere disperato: l’avevano uccisa sotto ai suoi occhi e, senza più lei, non aveva nessun’altro su cui poter contare, visto che i suoi amici erano tutti morti *Ora… sono rimasto da solo…*
In quel momento però il dolore fece spazio alla rabbia e a David cominciò a nascere un desiderio di vendetta verso Teach “La pagherai… giuro su Dio che la pagherai molto cara!”
Ad un certo punto il ragazzo vide gli orecchini con attaccati dei smeraldi che la madre indossava: alla donna piacevano molto ed erano i suoi preferiti… “Mamma… ti chiedo scusa per quello che sto per fare… ma da adesso… David Hitari non esiste più… esiste solo… David Tokiwa!”
Aveva scelto quel cognome perché significava smeraldo e sarebbe stato un modo per onorare per sempre la donna che l’aveva protetto a costo della vita… con questo gesto… sperava che la madre gli desse la forza necessaria per cancellare il passato… e vendicarsi di Teach. Fu allora… che il biondo perse per sempre il sorriso, per tirarlo fuori solamente nel momento in cui chiederà a Luke se può chiamarlo Fratellone.

Il pomeriggio dopo, sopra le mura che un tempo circondavano Crepuscopoli, c’era Luke ad osservare la devastazione che si mostrava davanti ai suoi occhi: aveva sentito che l’Esercito aveva attaccato la sua città natale e aveva preferito andare a vedere se le voci erano vere *Alla fine hanno distrutto il luogo dove sono nato per lanciarmi un messaggio… forse non sanno che non me ne importa più niente di questo posto. Hanno solo sprecato tempo!*
Ma, quando fece per andarsene, vide che qualcosa si stava muovendo in un cespuglio del bosco che portava alla Vecchia Villa *Un movimento… che sia un sopravvissuto?*
E, con sua gran sorpresa, vide che da quel cespuglio vi uscì Chiara piena di lividi su tutto il corpo e nuda che strisciava per terra; Luke ci rimase di sasso quando la vide “Ma che… ma cosa le è successo per essersi conciata così?!”
Mentre si avvicinava, la Yutani gettò una veloce occhiata verso di lui, prima di svenire senza più forze. L’Hitari maggiore si tolse la giacca e la usò per coprire il corpo della ragazza “Qui non è al sicuro, è meglio portarla in un luogo più protetto…”

Qualche giorno dopo…
Chiara, che aveva ormai recuperato tutte le forze, aprì lentamente gli occhi “D-Dove sono…” e, quando si accorse di essere sdraiata su un letto in una stanza a lei sconosciuta, alzò il busto di scatto “Ehi, cos’è questo posto?!”
In quel momento era dentro una camera povera, con dei comodini e degli armadi che per lei sembravano “antichi” e, fuori dalla finestra, vide che si trovava in una città in mezzo al deserto “Ma… come sono finita qui? Io non ricordo niente a parte…”
In quell’attimo le immagini di ciò che era successo durante l’attacco a Crepuscopoli cominciarono a mostrarsi nella sua mente e la ragazza si toccò la testa cominciando a gridare e a dire frasi insensate “Ti prego basta! Basta! BASTA!!”
Sentendo quelle grida, Luke si catapultò all’interno della stanza “Cosa succede qui dentro?” appena fu entrato, Chiara smise di gridare e cominciò ad osservarlo prima con sguardo perso e poi con sguardo terrorizzato “Toh era ora che ti riprendessi, sono giorni che non aprivi gli occhi!” fece l’Hitari.
La bruna però non badò a quelle parole, perché era spaventata a morte “U-Un maschio…”
“Ovvio che sono un maschio, cosa dovrei essere al…”
“NON AVVICINARTI!!” Chiara si alzò di scatto in piedi e, prendendo il primo oggetto che gli era capitato a tiro, lo puntò verso il ragazzo con fare minaccioso: ormai aveva il terrore di tutti gli umani di sesso maschile… “NON OSARE FARE UN PASSO IN PIU’!!!”
Luke però, invece di essere spaventato per la reazione, sembrava quasi imbarazzato… “Ehm… abbassa un secondo lo sguardo!”
Chiara non seppe perché decise di dargli retta… ma fece bene, visto che si accorse di essere completamente nuda e, rossa come un peperone, cercò di coprirsi le parti intime dopo aver mollato l’oggetto. Poi, digrignando i denti, disse “Scommetto che anche tu hai approfittato di me, stronzo!”
L’Hitari, alzando un sopracciglio, rispose “Non so a chi ti riferisci, ma io mi sono limitato a portarti fino a qui e a darti la mia giacca come coperta!”
La ragazza, gettando uno sguardo sul letto dov’era prima, vide effettivamente la giacca del ragazzo e poi disse sorpresa “Vuoi dire… che nonostante fossi nuda non hai…”
“Per chi mi hai preso? E poi a me non interessano queste cose, ho ben altri problemi a cui pensare!”
Nonostante la risposta, Chiara non aveva alcuna voglia di risollevarsi di morale, soprattutto dopo quello che le era successo…
Successivamente Luke, prendendo dei vestiti dal comodino lì vicino, li lanciò alla Yutani (che li prese al volo) e disse “Ho comprato questi vestiti giù in città, indossali e poi raggiungimi di là!” per poi abbandonare la camera chiudendo la porta dietro di sé.
Lei, finalmente sola, cominciò a pensare *Quello è solo uno sporco maschio, scommetto che vuole solo approfittare dell’occasione giusta per abusare di me!* dopo quello che Marlick le aveva fatto, gli si era incuccato in testa quella convinzione che non sarebbe sparita tanto facilmente.
Tuttavia sapeva anche che non poteva rimanere nuda in eterno e così, tirando un grosso sospiro, decise di indossare gli abiti… anche se… “Ma… è uno scherzo?!”

Dopo qualche minuto, Luke era ancora ad aspettare in sala seduto su una sedia che Chiara avesse finito di vestirsi *Ma quanto ci mette? Bah le ragazze… ti fanno aspettare sempre un eternità!*
Finalmente la porta si aprì e la ragazza entrò, anche se era tutto fuorché felice “Dillo, l’hai fatto apposta, vero?” la Yutani aveva un vestito che era praticamente lo stesso che indossavano le danzatrici del ventre: una lunga gonna rosa semitrasparente con lungo strappo sul lato sinistro che metteva a nudo la gamba sinistra della ragazza, delle scarpe con tacco nere e una maglietta che era più un reggiseno blu, visto che non copriva parzialmente i seni della giovane: la bruna si sentiva leggermente imbarazzata vestita così.
Luke, non appena si voltò, la vide così com’era vestita e… *Oh madonna…* contando anche che già a quei tempi aveva tutte le curve al punto giusto… beh fate due più due *… Ma che cazzo mi metto a pensare? Mica sono quel bastardo di Marlick io!* rosso in viso, cominciò a darsi degli schiaffi per allontanare quelle immagini poco caste che gli stavano balenando per la testa.
“Ecco lo sapevo: mi hai comprato questi vestiti solo per farmi sembrare più sexy ai tuoi occhi e poterti divertire di più quando abuserai di me!” gli gridò addosso Chiara puntandogli il dito contro.
Datosi una calmata, l’Hitari parlò “Ma che diamine stai dicendo? Da quanto so le ragazze di Alabasta si vestono così… e poi non avevo visto altri vestiti femminili in giro!”
“Alabasta?” la Yutani storse il naso: non aveva mai sentito quel nome.
“E’ il nome del luogo in cui ci troviamo: si trova in un altro Universo ed è un paese in mezzo al deserto!”
“Un altro Universo? Ma di che stai parlando?” la ragazza, sedendosi anche lei su una piccola poltrona, osservò il ragazzo con sguardo severo in attesa di una risposta.
“Beh, di sicuro tu non lo sai… ma esistono ben 4 Universi che all’alba dei tempi erano uno solo: io e te facciamo parte di uno solo di quegli Universi!”
“Cosa? Mi stai solo prendendo in giro, vero bastardo?” Chiara non riusciva proprio a fidarsi di lui, soprattutto per il sesso di cui faceva parte.
“Bah pensala come vuoi, non ho voglia di discutere con te, ti accorgerai di cosa ti circonda quando sarà il momento… piuttosto, come ti chiami? Non me l’hai ancora detto!”
La ragazza, MOLTO insicura, decise di rispondere “… Chiara Yutani!”
“Chiara Yutani… CHIARA YUTANI!!” Luke ci rimase malissimo a sentire QUEL nome.
“Si, perché: hai qualche problema con il mio nome?” fece la ragazza con tono alterato.
Ad un certo momento lo stupore dell’Hitari si tramutò in un sorrisetto: e chi se lo immaginava che fosse proprio lei? “Guarda guarda chi si rivede… non ti ricordi di me?”
“Perché dovrei?” fece ancora la Yutani con fare strafottente.
Allora il bruno, allargando ancora di più il sorriso, disse “Ti rinfresco la memoria… io mi chiamo Luke… Luke Hitari!”
“EH?!” anche Chiara ci rimase malissimo appena scoprì chi era colui che aveva davanti “LUKE HITARI! QUEL LUKE HITARI?! L’IMBECILLE DELLA SCUOLA?!”
“Ehi modera i termini, che se sapevo che eri tu non ti avrei neanche salvata!” adesso anche il ragazzo era alterato.
“Ma che cacchio ci fai ancora vivo? Tu eri morto 9 anni fa insieme a tuo padre per il crollo di una miniera fuori città!” fece la ragazza alzandosi in piedi non capendo.
“… E’ una lunga storia… una storia che vede coinvolti me, mio padre e Master Xehanort…”
La Yutani preferì non controbattere e, abbassando la testa, disse “Ma tu guarda che sfiga: doveva salvarmi proprio il ragazzino che da bambino prendevo sempre in giro; avrei preferito che fosse stato CHIUNQUE altro!”
“Questo sarebbe il tuo modo per dire “Grazie per avermi salvato la vita dall’Esercito”?” fece il bruno leggermente irritato.
“C-Come, l’Eser…” sentendo il nome dell’organizzazione di cui faceva parte Marlick, Chiara cominciò a toccarsi la testa e a gridare disperata.
Luke all’inizio se ne fregò del suo comportamento, in fondo era pur sempre la ragazza che gli aveva quasi fatto perdere un occhio a 8 anni… tuttavia dopo qualche secondo il rancore fece posto alla compassione e, sospirando, il ragazzo domandò “Ma si può sapere cosa ti è successo?”
La Yutani lo guardò con occhi carichi di rabbia e disse “Perché dovrei dirtelo visto che mi odi?”
“Perché se riguarda l’Esercito mi interessa saperlo, visto che sono il loro nemico numero 1!”
La bruna, sempre con molta riluttanza, decise di rispondere, anche se questo le costava una grossa fatica “… Durante l’attacco a Crepuscopoli, uno di nome Marlick mi ha…” non riuscì a continuare: il dolore di quei ricordi le stava lacerando la mente.
Il ragazzo capì che era meglio non proseguire oltre *Marlick… me lo sarei dovuto immaginare che era stato quello stronzo!* e, alzandosi in piedi, prese in braccio la ragazza.
“Ehi, che cosa fai adesso? Lasciami immediatamente!” ma le sue lamentele non servirono a niente: l’Hitari la portò a forza in camera e la appoggiò su letto dove prima riposava “Che cosa vuoi fare ora bastardo? Allora hai veramente intenzione di approfittarti di me per vendetta per ciò che ti ho fatto da piccoli!”
Ma Luke, mantenendo i nervi saldi, disse “Stai zitta e riposati!”
“E perché dovrei? Non ho sonno e, soprattutto, non prendo ordini da te!”
“Perché che ti piaccia o no hai subito un trauma che non se ne andrà via tanto facilmente, e il riposo è l’unica cosa che può aiutarti in questo momento. Dovresti ringraziarmi per quello che faccio: nonostante tu mi abbia quasi reso cieco ti sto dando tutto l’aiuto che posso, ma tu no: continui a lamentarti come una bambina. Quindi mettiamola così: adesso io ti OBBLIGO ad addormentarti, se non vuoi cavoli tuoi, ma sappi che questo è l’unico modo che hai per superare il trauma!”
Nonostante la quasi freddezza con cui aveva detto quelle parole, Chiara rimase colpita da quelle frasi: il ragazzo la odiava, c’era poco da aggiungere, tuttavia la stava aiutando prima e dopo aver saputo che era la bambina che un tempo lo prendeva in giro… non c’era che dire: aveva un cuore d’oro.
“Bene, se ti sei convinta, io vado di là in sal…”
“Aspetta!” la ragazza prese per la maglietta il bruno prima che si allontanasse “… P-Puoi rimanere qui… a vegliare su di me…” non sapeva neanche lei perché quella richiesta, gli era venuta quasi istintivamente… ma sapeva che dentro di sé era la cosa che voleva in quell’istante.
Luke, all’inizio spiazzato da quella domanda, volle in un primo momento mandarla a quel paese, ma alla fine, quasi istintivamente, disse “… Ok, come vuoi!” anche lui non sapeva il motivo per cui l’aveva detto, in fondo quella era la bambina che lo maltrattava sempre a scuola… eppure in quel momento la vedeva solamente come un anima sperduta che aveva bisogno di qualcuno che gli stesse accanto per evitare che smarrisse la strada… e forse era per quello che gli veni da dire di si alla sua richiesta.

Ormai erano passate alcune ore e fuori era notte: Chiara, dopo essersi tolta le scarpe, stava dormendo beatamente nel letto mentre Luke, sedutole accanto, stava facendo delle statuette con dei pezzi di legno e un coltellino trovato in casa: una raffigurava Xehanort, un altra un vecchio vestito come il Leader dell’Esercito, completamente pelato e un pizzetto bianco e l’ultimo sembrava quasi un demonio alato… non si sapeva bene il motivo per cui aveva rappresentato proprio quei 3, ma forse un motivo c’era.
D’un tratto Chiara aprì lentamente gli occhi e, stiracchiandosi, alzò il busto mettendosi seduta sul letto: non riusciva a credere di aver dormito veramente *E’ incredibile che abbia preso sonno… forse… è perché c’era lui vicino a me…*
L’Hitari, vedendola sveglia, gettò a terra le 3 statuette e disse “Hai dormito bene? Perché solo questo può aiutarti attualmente!”
“… Come non ho mai fatto prima!” la Yutani, inspiegabilmente, sorrise nel dire quella frase.
“Ottimo, perché prima mi ero dimenticato di dirti una cosa: attualmente tutti mi conoscono come Luke Fuudo, tu sei l’unica a conoscere il mio vero cognome… e ti chiederei di mantenerlo segreto: non voglio che la mia vera identità venga scoperta… anche perché… ho cambiato cognome per cancellare il mio passato, e preferirei che rimanga così!”
“Ok, nessun problema…” Chiara continuava a sorridere… sembrava quasi… che avesse totalmente cambiato opinione su di lui.
“Bene, ora che sei sveglia vado di là a preparare lo zaino, visto che domani riparto. In questo posto sarai al sicuro, quindi non temere gli attacchi dell’Esercito e vivi la tua vita come hai fatto finor…”
“NO!” la ragazza non seppe spiegarsi il motivo di quell’urlo… ma non voleva che Luke la abbandonasse.
“E adesso cosa c’è?” le domandò il bruno sospirando.
“Ehm… ecco…” la Yutani cercò di trovare il coraggio per dirgli quello che voleva “… P-Potresti… portarmi… con te?...”
“Eh?!” l’Hitari rimase spiazzato da quella richiesta.
“Te lo chiedo per favore Luke. So che sembrerà strano detto da me, ma è solo grazie a te se non sono caduta nello spirale della pazzia. Chiariamoci: io detesterò i maschi finché avrò vita, ma ciò che hai fatto per me in questi giorni mi ha toccato profondamente, e sento che è solo per questo se il mio odio non si è tramutato in una paranoia… per questo te lo chiedo: portami con te nel tuo viaggio. Voglio esserti utile… e… voglio stare con te!” mentre gli diceva questo, Chiara aveva preso dolcemente la mano del ragazzo: ormai ne era sicura, stava cominciando a provare qualcosa per lui, e, anche se colui che aveva davanti era Luke Hitari, l’imbecille della scuola, non si vergognava dei sentimenti che stavano nascendo in lei.
Luke rimase senza parole, non sapeva cosa dire “Beh… ecco… non saprei proprio…”
“Forse questo ti aiuterà a decidere!” e la ragazza, prendendogli le spalle, stampò un lungo e passionale bacio sulle labbra, senza provare imbarazzo per quello che faceva, perché ormai ne era sicura: lei lo amava.
Il ragazzo non si mosse per tutto il tempo che durò il bacio e, appena si furono staccati, il giovane sentì il suo cuore battere all’impazzata e il rossore nascere nelle sue guance *Ma… perché da quando mi ha baciato il mio corpo ha cominciato ad agire in modo strano?* l’Hitari cominciò a guardarla da capo a piede: vestita come danzatrice del ventre era molto sexy, ma non si sentiva attratto da lei solo fisicamente… anzi si poteva dire che non era neanche attrazione… *Che sia… amore?... Ma no, lei è Chiara Yutani, la odio da sempre… eppure… sento di essere innamorato perso di lei… ma perché? Perché l’amore deve nascondersi nella persona che meno ti aspetteresti di amare?*
Chiara, credendo di aver fatto una cavolata, cercò di scusarsi “Perdonami, non avrei dovuto farlo… in fondo… non è possibile che possa piacerti: tu mi odi da morire per quello che ti ho fatto da bambini… quindi figurati se potrai mai ricambiare i miei sentimenti… non potrai mai… amarmi…”
Luke non riuscì a credere a ciò che stava per dire… ma ormai non poteva più ignorare quello che stava nascendo in lui “A dire il vero Chiara… credo… credo di amarti anch’io!”
La ragazza rimase spiazzata da quella rivelazione “D-Davvero?”
“Eh già… sembra incredibile che sia proprio tu… ma sai come si dice: l’amore è cieco e, soprattutto, imprevedibile!” dette queste parole, il ragazzo si sedette sul bordo del letto.
A quel punto Chiara, appoggiando dolcemente la mano destra sulla guancia sinistra del ragazzo, esclamò “Mai parole furono più giuste!”
Solo un attimo… e le loro labbra si unirono di nuovo… ma stavolta… non si fermarono al semplice bacio… quella fu una notte magica per entrambi… la notte… in cui avevano trovato il loro vero amore.

4 Anni prima degli Eventi Narrati:
Ormai era passato un anno dall’attacco a Crepuscopoli e David, che aveva ormai 10 anni ed era uno degli unici due sopravvissuti al massacro, aveva deciso di vivere tra le macerie della sua città ed allenarsi per diventare più forte e più veloce, in attesa del momento in cui l’avrebbe fatta pagare a Teach “Il giorno della vendetta è vicino…”
In quel momento stava cercando di fare sollevamento pesi con dei massi provenienti da case distrutte davanti alla tomba della madre, che aveva costruito lui stesso in quei dodici mesi che era rimasto da solo.
Durante un momento di pausa, David aveva cominciato a pregare per l’anima di Julia, che aveva sacrificato la sua vita per salvarlo “Mamma… tu sei sempre stata buona con me… ed è per questo che dedicherò tutta la mia vita a onorare la tua memoria… e il primo passo per raggiungere il mio obiettivo è la morte di Teach: lui ha osato privarti dell’esistenza, e per questo deve essere punito… e sarò io stesso a farlo!”
Ad un tratto vide del fumo salire da una zona di quello che rimaneva della città… c’era solo una spiegazione: qualcuno si era accampato lì… e dovevano essere dei poco di buono, visto che per un anno nessuno era mai passato di lì.
“Deve essere quell’organizzazione tornata a cercarmi… li attaccherò immediatamente e li sconfiggerò, così potrò vedere se ho fatto progressi in questi dodici mesi!” e, prendendo una spranga di ferro lì vicino, cominciò a dirigersi verso il punto da cui saliva il fumo.

In realtà il fuoco non era altro che una piccola fiamma accesa da Luke e Chiara, entrambi all’età di 18 anni, che durante il loro viaggio avevano fatto una tappa a Crepuscopoli per poter rivedere un ultima volta il luogo dove erano nati… o quello che ne rimaneva.
Era sera e il ragazzo era seduto appoggiato su una delle poche pareti ancora integre della città e la ragazza era accanto a lui con la testa appoggiata sulla sua spalla; entrambi stavano guardando il cielo stellato: adesso la Yutani indossava gli stessi abiti che avrebbe portato 4 anni più tardi.
“Ehi guarda, quella costellazione sembra un coniglietto!” esclamò la ragazza indicando un insieme di stelle.
“E quella là invece sembra una spada molto simile a quella che ho io!” disse invece il giovane indicando un'altra costellazione che somigliava all’arma che aveva appoggiato vicino a lui.
Chiara sollevò la testa sbuffando “Uff ma non pensi ad altro che alle battaglie!”
Lui, sollevando le spalle, disse sorridendo “Che ci vuoi fare: mi hanno cresciuto mettendomi in testa queste idee!”
A quel punto la ragazza, con voce molto sensuale, gli disse “Ah si? E allora mi sa che devo toglierti queste idee dalla mente!”
Luke, con un sorrisetto di chi aveva capito, rispose “E come vorresti fare?”
“Magari così…” ma, proprio quando i due stavano per baciarsi, l’Hitari si accorse di qualcosa e scattò in piedi con un balzo.
“Un semplice “Non ho voglia stasera” sarebbe stato sufficiente!” fece Chiara sbuffando.
“Sssh!” il ragazzo le fece segno di zittirsi: aveva sentito degli strani rumori che potevano essere benissimo dei passi.
“Cosa succede?” la ragazza, vedendo il suo strano comportamento, cominciò a guardarsi intorno preoccupata.
“… C’è qualcuno!” il ragazzo era sicuro di ciò che diceva.
“Come? Qualcuno? Oddio, è l’Esercito. No, non è possibile, non possono sapere dove ci tro…”
“Calmati Chiara: non sappiamo ancora se siano loro!” detto questo, Luke attivò l’aura oscura e gridò “Chiunque tu sia, fatti avanti e combatti da uomo!”
Quasi come risposta alla sua provocazione, David saltò fuori dalla sinistra del giovane brandendo la spranga con l’obiettivo di colpirlo in testa.
“Attento Luke!” gli gridò la ragazza.
Per fortuna l’Hitari maggiore non si fece trovare impreparato e, con prontezza di riflessi, evitò il colpo del ragazzo e, con un pugno, lo spazzò via di qualche metro. Guardandolo meglio, il bruno alzò un sopracciglio *Un ragazzino?*
Chiara invece, vedendo di che sesso era, cominciò a tremare: non riusciva proprio a liberarsi di quella paura “U-Un maschio…”
“Tranquilla: è solo un bambino. Non credo proprio che a quell’età pensi già a quelle cose!” le disse Luke per cercare di tranquillizzarla.
David intanto si era rialzato in piedi asciugandosi il sangue che usciva dalla bocca ed era ripartito alla carica con la spranga in mano: anche stavolta però il bruno riuscì a schivare tranquillamente i colpi del ragazzo.
“La vuoi piantare?” stanco di schivare, Luke prese la spranga, gliela tolse violentemente dalle mani e si fermò un istante prima di dargli un pugno “Adesso basta!”
Il biondo se l’era vista grossa, visto che stava per beccarsi un altro pugno in faccia… non c’era niente da fare, quel ragazzo era troppo più forte di lui. All’improvviso al ragazzino cominciarono a scendere delle lacrime dagli occhi e, buttandosi in ginocchio sconfortato, disse “Mamma perdonami… sono ancora troppo debole…”
“Ma che cos’ha ora?” domandò Chiara, che si era calmata dopo essersi accorta che era solo un bambino (non vedendolo da 6 anni non l’aveva riconosciuto).
Luke, dopo qualche attimo di silenzio, gli domandò “Come ti chiami?”
“Che cazzo te ne frega, sporco servo dell’organizzazione?!” rispose bruscamente David alzandosi in piedi.
Il bruno capì subito a quale organizzazione si riferiva *L’Esercito… questo ragazzo deve aver subito qualcosa da Ansem e da tutti i suoi seguaci!* “Ascolta ragazzo: anch’io sono nemico dell’organizzazione come te, quindi ti chiedo… sei un sopravvissuto dell’attacco a Crepuscopoli di un anno fa?”
Il biondo, prendendo da terra un masso enorme, disse “Perché non te ne vai a fanculo?” e glielo lanciò contro.
Luke lo parò semplicemente usando la mano destra e subito lo sgretolò stringendolo tra le mani “Deduco che non avrò mai una risposta da te!”
David rimase sorpreso dalla dimostrazione di forza del ragazzo *Prima mi batte senza sforzarsi… e poi sbriciola un masso con una sola mano… quello è una forza della natura… e scommetto che è tutto grazie a quella strana aura che lo circonda!*
“Beh come vuoi, ti chiedo soltanto una cosa: vedi di non romperci più, tanto partiremo domattina, quindi non devi fare altro che aspettare e ci leveremo dai piedi da soli!” detto questo, Luke disattivò l’aura oscura e si avvio verso il muro su cui era appoggiato prima.
Chiara, vedendolo arrivare, gli disse “Bravo, hai dato una bella lezione a quel moccioso. Tornando al discorso di prima…”
“No grazie, mi ha fatto passare la voglia il ragazzino!” liquidandola così, l’Hitari maggiore si risedette appoggiato al muro.
Intanto Chiara malediceva mentalmente David *Stupido ragazzino, ma perché ci ha dovuto interrompere? Fare l’amore con lui mi aiuta a dimenticare il mio trauma, imbecille d’un poppante!* e, terminati gli insulti nella sua testa, si sedette anche lei a fianco del suo ragazzo.
David intanto, che non vedeva nessuna possibilità di battere quell’intruso, decise di lasciar perdere e di tornare alla tomba di sua madre con la testa abbassata per la sconfitta umiliante subita.

Durante tutta la notte, il biondo rifletté a ciò che gli era appena successo: non riusciva a credere che qualcuno potesse essere tanto forte, quasi al livello di Teach e dei suoi servi *E’ incredibile che al mondo possa esistere qualcuno come lui… potrei imparare qualcosa se lo seguissi…*
All’improvviso cominciò a balenargli per la mente una strana idea: se partisse insieme a quei due ragazzi potrebbe diventare abbastanza forte da poter uccidere l’uomo che tanto odiava una volta per tutte… ma non sarebbe stato semplice visto che, prima di seguirli, avrebbe dovuto ottenere il loro consenso… e dubitava che glielo avrebbero dato visto quello che gli aveva appena fatto…

L’indomani mattina, davanti alla crepa che separava i resti della città dalla Vecchia Villa, Luke e Chiara erano pronti per partire.
“Dove andiamo adesso?” gli domandò la ragazza.
Il bruno, dopo averci pensato un po’, gli rispose “Perché non andiamo a Water Seven? Potremmo anche fermarci lì per qualche giorno!”
“Si sono d’accordo, andiamo!”
Ma, come fecero per avviarsi, vennero bloccati dalla voce di David “Aspettate!” il ragazzino li raggiunse di tutta corsa fino al crepaccio.
“Ancora tu? Che cosa vuoi ora?” gli domandò la Yutani scocciata per la sua presenza; invece l’Hitari maggiore si limitò a guardarlo senza proferire parola.
Dopo aver ripreso fiato, il biondo cominciò a parlare “Sono qui per chiedervi una cosa… per favore…” le ultime parole preferì dirle dopo essersi messo in ginocchio “… Portatemi con voi!”
“Cosa?! Non se ne parla proprio!” rispose la ragazza quasi istintivamente.
“Vi sto supplicando… fatemi venire… voglio diventare più forte… voglio ottenere la mia vendetta, e non ci riuscirò mai se rimango qui, me ne sono accorto solo ieri sera. Per questo vi chiedo di portarmi con voi!”
Il bruno, dopo averlo ascoltato attentamente, domandò “Come mai hai deciso così di punto in bianco di dirmi il motivo del tuo comportamento se fino a ieri sera mi mandavi a cagare quando te lo chiedevo?”
David, sempre in ginocchio, rispose “… Perché mi sono accorto che tu sei l’unico che può aiutarmi… a uccidere Teach!”
“Teach?!” Luke rimase sorpreso a sentire quel nome *E così la causa del suo comportamento è quel panzone…*
“Quell’uomo ha ucciso mia madre e tutti i miei amici, e ha anche raso al suolo la mia città. Voglio che paghi per ciò che ha fatto, ma sono ancora troppo debole per sperare di poterlo sconfiggere… per questo te lo chiedo… per piacere… prendimi come tuo allievo e insegnami l’arte dell’aura oscura che hai usato ieri contro di me!”
Chiara, a quelle parole, si mise una mano sulla bocca: quel ragazzino aveva subito un trauma proprio come lei e voleva ottenere la sua vendetta… molto probabilmente anche lei se non avesse incontrato subito Luke sarebbe diventata come lui, per questo in quel momento gli faceva tenerezza *Povero ragazzo…*
L’Hitari maggiore intanto attivò l’aura oscura sul suo braccio sinistro e disse “Per tua informazione: questo potere non è mio, mi è stato insegnato con la forza da Ansem, il Leader dell’Esercito, l’organizzazione di cui fa parte Teach… sei proprio sicuro di voler imparare a controllarlo?!”
“… Si, ne sono sicuro!” si limitò a rispondere David ancora in ginocchio: voleva solo la sua vendetta e nient’altro, e l’unico modo per ottenerla sarebbe stato allenarsi con lui.
A quel punto il bruno, sorridendo, prese una decisione “Io mi chiamo Luke Fuudo e lei Chiara Yutani… e da adesso anche tu farai parte del nostro gruppo!”
Il biondo sollevò la testa a guardare quello che da quel momento sarebbe stato il suo maestro con sguardo sorpreso: non credeva che alla fine avrebbe sul serio accettato “La ringrazio Maestro, farò di tutto per imparare a dovere le tecniche che mi insegnerà!” esclamò alzandosi in piedi e facendo un leggero inchino.
Chiara intanto sorrideva: alla fin fine era felice che li seguiva, visto che bene o male capiva come si sentiva. Luke invece disse “Non serve tutta questa formalità. L’unica cosa importante è che impari a sfruttare al meglio il potere che ti insegnerò, altrimenti potrebbe essere la tua rovina…. Come ti chiami ragazzo?”
“David Tokiwa!” fece il biondo alzando il busto.
“Molto bene David, la prima cosa che dobbiamo fare è comprarti una spada, è sempre utile avere un arma in più. E la comprerò anche a te Chiara, potrebbe servirti!”
“Come vuoi!” rispose semplicemente la ragazza.
“Ok, direi che possiamo anche avviarci verso la prossima meta. Ci aspetta una dura battaglia contro l’Esercito e dobbiamo essere tutti e 3 pronti… per poter far fuori il Signore Oscuro e tutti i suoi servi!”
Detto questo sia Luke che Chiara cominciarono ad avviarsi verso il crepaccio che li avrebbe portati verso l’uscita da Crepuscopoli… il biondo però non si era ancora mosso: stava ancora osservando i due mentre si allontanavano in direzione del bosco… e si riteneva fortunato ad averli incontrati *Quel Luke ha un cuore d’oro… se non l’avessi incontrato… sarei rimasto bloccato qui senza possibilità di migliorare!*
“Ehi David, ti muovi?” domandò la Yutani voltandosi verso di lui.
“Si un secondo…” l’Hitari minore, prima di andare, volle girarsi a guardare per l’ultima volta la zona in cui aveva seppellito Julia… *Mamma… ti prometto che onorerò la tua memoria per l’eternità… addio!* per poi correre in direzione di Luke e Chiara pronto a partire con loro verso un altro mondo e/o Universo.

Eventi PrincipaliModifica

DebuttiModifica

Julia Hitari

Robert Hitari

Personaggi ApparsiModifica

Luke Hitari

Chiara Yutani

Julia Hitari

Robert Hitari

David Hitari

Axel

Saix

Aqua

Ansem

Xehanort

Marshall D. Teach

Marlick Mizuhara

Luxord

Bojack

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